Bio

Dopo aver concluso gli studi in Fashion Design nel 2002, anziché intraprendere la strada dell'affiancamento presso alcuni brand di moda che la contattano per una collaborazione, declina l'invito e sceglie di percorrere la strada dell'outsider. Decidendo la via dell'indipendenza e dello svincolo da brand, acquista la sua prima Adler da uno storico marchio milanese di pelletteria Spreafico: macchina per pelletteria che utilizza orgogliosamente ancora oggi, a distanza di 18 anni.

    "La mia storia di artigiana inizia con il desiderio di realizzare con le mie mani la borsa che sognavo da tempo, ma in un materiale che la rendesse unica e preziosa. Da qui l'intuizione di applicare ai pellami pregiati, il mio know how imparato al Master di Fashion Design sulla lavorazione dei tessuti, trattandoli esattamente come stoffe morbide e soffici. Fu così che confezionai la mia prima borsa in alligatore, pellame dall'indiscusso dna selvatico, ma che grazie al finissaggio con tossina botulinica, lo rendeva morbido e carezzevole, permettendomi cosi di giocare con forme inedite e design unico"

Da questa passione per il coccodrillo e mettendo a frutto la sua  manualità nacque la, Gem, una pochette di coccodrillo che tutt'oggi realizza in pezzi unici su commissione del cliente che ne sceglie misura, colore e minuterie metalliche.

Ma per lavorare una pelle così delicata e valorizzarne tutta la bellezza, decide di andare a bottega presso un artigiano 'vecchio stampo', un vero maestro pellettiere, che nel suo laboratorio le rivela i segreti e le sapienti regole artigiane necessarie per assemblare manualmente un accessorio.

  "Ricordo ancora come Nando, Fernando è il suo nome, sgranava gli occhi ai miei primi approcci a questi pellami che mi permettevano di realizzare le bizzarrie stilistiche ispirate dalla mia giovane eta'. Ma mi ha sempre assecondata con entusiasmo e di questo lo ringrazio ancora e sempre. Mi ha insegnato il valore del tempo dedicato alle prove e riprove, la pazienza dell'attesa di asciugatura, lo smontaggio e rimontaggio dei cartamodelli e dei prototipi, la valutazione delle proporzioni, i movimenti dei pellami. Mai tempo fu speso meglio.
Grandissimo Maestro Nando."

Rinunciando al supporto del computer e dedicandosi completamente allo studio su cartamodello fatto a mano con lanzetta, cartone oleato e punteruolo, al taglio manuale operato dal bisturi, l'accoppiamento delle pelli tagliate a mano, rinforzi per cucire, e tutte le accortezze che queste pelli richiedono, nascono i primi modelli e le prime borse che raccolgono subito il consenso di donne e trend setter.

  "Le donne che frequentano il mio atelier sono donne di carattere che dalla moda prendono solo piccoli suggerimenti, di forte personalità, capaci di crearsi un proprio stile un po'di controtendenza. Io non faccio altro che realizzare ciò che sognano. Esattamente come feci io anni prima per me stessa."

E cosi, nel suo laboratorio-atelier di Via Cadore, nel quartier generale di brands come Prada, Marni ed Etro, nascono anche i primi modelli in pitone ai quali si affiancano quelli in struzzo, caimano, tejus, sprinbock, e anguilla che Silvia Boselli utilizza in tutta la sua morbidezza per borse, valigeria uomo e piccola pelletteria.

  "In questo spazio ho iniziato a sognare e a disegnare su carta quelle idee per poi realizzarle con cura, personalmente a mano. Scegliendo i pellami insieme alle mie clienti che venivano da tutto il mondo, tra un caffè e una chiacchiera ci si immergeva pomeriggi interi nella scelta delle pelli, colori e minuterie. I pellami arrivano dalle migliori concerie italiane da cui si servono  grandi nomi come Hermes, Gucci e Dior. Lo stesso vale per le parti metalliche, le minuterie, veri capolavori di artigianato Made in Italy, che con la lora raffinatezza sottolineano il valore artigianale delle mie collezioni."

Durante questo percorso Silvia Boselli diventa da laboratorio di creatività ad Atelier dove colleziona centinaia di modelli e di pezzi iconici come la pochette GEM e la Tracolla MILITARY, una borsa usata dalle forse militari per trasportare i propri caschi-elmetti, passe-partout che ogni anno ricorrono nelle collezioni, rivisti con qualche tocco di novità e glamour.

Tutt'oggi le sue borse sono borse pratiche, leggere, senza tempo, pensate e create per essere compagne di vita e di avventure, incredibilmente morbide e destrutturate come solo la realizzazione bespoke può dare ed incarnano il lusso discreto di chi le indossa.

    "Io ci metto tanta passione... voi aggiungete un po di curiosità"